Inserito da: ssyyss | Giovedì, 9 Luglio, 2009

Visita ai centri comunitari in occasione del Giorno Internazionale dei Bambini

Oggi 1º di giugno è un giorno importante per i bambini: qui in Mozambico è il giorno a loro dedicato, una ricorrenza molto sentita che si vuole commemorare al meglio, a tutti i livelli. Noi quest’anno abbiamo pensato di lasciare molta libertà ai centri comunitari che appoggiamo, facendo sì che ognuno di questi potesse sfruttare al meglio le proprie capacità e le possibilità di cui dispone. Proveremo dunque a raccontare la visita in alcuni di questi centri, per vedere come ciascuno ha giocato le proprie carte, con l’obiettivo di osservarli per un giorno con un occhio esterno, in modo da avere una visione chiara di come stiamo funzionando e a quali problemi dobbiamo far fronte.

Eccoci quindi pronti: si parte per Mahubo 14, villaggio meglio conosciuto come Eduardo Mondlane, situato a 14 chilometri dalla cittadina di Boane, lungo la strada di terra battuta che collega via terra la parte Sud della provincia.

Arriviamo di prima mattina nel bel mezzo della lezione del corso pre-scolare: 32 bambini di 5 anni, tutti concentrati e attenti alla lezione di oggi tenuta dall’educatrice Sonia: riconoscere oggetti, forme geometriche, misure e colori. Non tutti riescono al meglio ma siamo solo agli inizi, come ci spiega Sonia: “la maggior parte ha ancora qualche difficoltà nel pronunciare le parole in portoghese. Nel complesso quasi tutti riescono a riconoscere gli oggetti e i relativi colori ma ancora non sanno identificarne le forme, ci stiamo perfezionando in questo.”

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Subito dopo, per rilassare i bambini, soprattutto le loro menti, e per onorare la giornata di oggi, si passa alla musica: come ben si può immaginare a tutti i bambini piace questo momento, in cui si possono sfogare cantando e gridando. Sicuramente piace un po’ meno all’educatrice che si trova molto spesso in mezzo a grida e canti, ed è per lei molto difficile farsi sentire e organizzarli al meglio. Ma con dedizione e pazienza riesce a riportare l’ordine e a dividere i bambini rispetto al loro tono di voce così da cominciare a creare un piccolo coro; ed ecco che inizia la lezione: tutti intonano un canto dedicato ai bambini. Si tratta di un canto ufficiale del Giorno Internazionale del Bambino, e poco dopo i bambini si ripetono con un piccolo spettacolo, per finire con un momento di festa di fronte ai genitori e familiari, che anche se solo per un momento hanno lasciato i lavori domestici e il lavoro dei campi per venire a festeggiare i loro piccoli.

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Il nostro giorno di visita continua nel vicino villaggio di Antigos Combatentes, dove  spesso riscontriamo qualche disagio, e anche in questo caso ci confrontiamo con uno dei problemi che più caratterizza questa zona: la mancanza di acqua. L’acqua scarseggia nella maggior parte della regione, in alcuni punti l’acqua del sottosuolo è salmastra,quindi, nonostante i vari tentativi d’installazione di pozzi e pompe idrauliche, per la maggior parte della popolazione l’unica soluzione è andare a prendere l’acqua dal fiume più vicino. Nella provincia di Maputo ci sono solo tre grandi fiumi che assicurano acqua tutto l’anno, perciò per avere l’acqua ad Antigos Combatentes la popolazione è costretta a percorrere vari chilometri con taniche varie.

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Anche oggi ci troviamo di fronte a questo problema, infatti parlando con l’operatore del centro veniamo a sapere che l’idea iniziale era quella di organizzare una piccola festicciola con i bambini, come noi ci aspettavamo, ma le continue assenze e la bassa frequenza alle lezioni, soprattutto a quelle di recupero dedicate ad una parte significativa di bambini e ragazzi che hanno difficoltà in alcune discipline scolastiche, non hanno aiutato ad organizzare al meglio. L’operatore ci dice che il più delle volte i bambini arrivano in ritardo o non si presentano perché i loro genitori o coloro con i quali vivono, li mandano a prendere l’acqua al vicino fiume, che dista all’incirca 2 km dal villaggio. È un lavoro faticoso che però purtoppo devono fare perché nessun altro in famiglia lo fa al posto loro. Inoltre molti bambini vengono penalizzati dai propri familiari, come ci racconta Elias, 13 anni: “se non torno a casa con questa tanica da 20 litri piena d’acqua i miei genitori non mi fanno pranzare. È già successo 2 giorni fa, quando sono andato a letto senza cena.”

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È quindi una situazione abbastanza diffusa soprattutto in questo villaggio, e stiamo lavorando con l’associazione locale ad un piano d’intervento comunitario per sensibilizzare i genitori e i familiari riguardo al fatto che caricare i bambini di questi lavori pesanti non ne aiuta lo sviluppo e l’educazione. Il presidente dell’associazione ci ricorda che: “l’intenzione non è fare in modo che i bambini non aiutino più in casa nei lavori domestici, anzi è per noi molto importante che i bambini si diano da fare in casa e aiutino i propri familiari nella gestione e manutenzione della casa, soprattutto nella nostra zona dove le condizioni di vita non sono il massimo, ma quello che vogliamo far capire loro è che i lavori pesanti, soprattutto in orari in cui i bambini e ragazzi sono nel pieno delle loro forze e energie che potrebbero investire per studiare e migliorarsi, possono pregiudicarne lo sviluppo. Il nostro obiettivo è fare in modo che le famiglie capiscano il valore di ciascun bambino e rispettino le sue esigenze, prima su tutte l’educazione, e per fare ciò il primo passo è quello di spingerli a frequentare la scuola e le attività educative del centro.

La nostra giornata termina con la visita al centro di Chinonanquila, il centro più grande ed il meglio organizzato, dove quest’oggi si tiene la festa principale. Subito siamo accolti da tanti bambini che corrono, saltano e danzano radianti di felicità. Per questo giorno è stato organizzato un piccolo spettacolo, in cui dai più piccoli fino ai più grandicelli, tutti si sono resi protagonisti di cori e canti, di danze marrabenta e danze moderne, recitano poesie e si divertono.

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Il tutto è accompagnato dalla presenza di genitori e familiari, che per un giorno hanno lasciato a casa i vari problemi e si sono ricordati di cosa vuol dire essere bambini: significa essere pieni di gioia e voglia di giocare e ridere, di vivere e di crescere.

È stato proprio una festa ricca d’allegria e di sorrisi e, ovviamente non poteva mancare dopo il dispendio di energia, il classico momento del rifocillamento. Le varie persone che collaborano alle attività del centro si sono attivate e in men che non si dica ecco allestita una cucina campo dove si è preparato un piccolo pranzo per tutti a base di piatti tradizionali: xima (polenta bianca), spezzatino di carne, pollo, insalata e patate fritte. Infine, per onorare alla grande questo giorno importante per i bambini ecco un bel dolce, e con il classico taglio della torta la festa è stata chiusa, lasciando tutti i partecipanti soddisfatti e contenti di questo giorno diverso dagli altri in cui i bambini si sono sentiti protagonisti.

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I centri comunitari, a cui ogni giorno diamo il nostro appoggio, chi tra problemi più grandi chi più piccoli, hanno pensato ai loro bambini: non solo il 1° giugno ma in tutti i giorni dell’anno con i nostri progetti ci occupiamo di loro, perché un giorno di scuola e di risate non sia un giorno diverso dagli altri ma la loro realtà quotidiana.


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